Mercoledì ( impudente )

Come un’onda ti attraversa. Una scossa o un brivido che percorre la pelle e si insinua nei muscoli, penetra la carne e si annidia nel punto più sensibile del tuo corpo spento da troppo tempo.
L’eccitazione che rompe il respiro quasi a farti stare in un’apnea finta, alimentata dal desiderio, che accelera il battito del cuore senza fare rumore, che fa pulsare il sangue nelle vene creando il black out del pensiero, fremendo e bramando dita curiose e affamate, labbra e lingua calde e umide, respiro che bisbiglia ingordigia, il corpo in balia della danza del piacere e tu abbandonata ai sensi più primitivi e carnali che ti possiedono, dove ogni inibizione e vergogna lasciano spazio a fantasia, forza e passione.Ed è un bisogno, un desiderio, un sogno… pechè forse, in quattro parole è solo voglia di fare l’amore… ma per me ora è di più di quattro parole…

Anais
Annunci

Domenica (piove)

Amori finiti…
Negli ultimi 3 mesi si sono lasciati uno dopo l’altro diverse coppie di amici, direi una moria. Lui lascia lei, lei lascia lui, lei lascia lei, lui lascia lei, si lasciano.
20/7/4/5 anni di relazioni che sfumano, rinfacci, rabbia, delusione, amarezza, disperazione. Sentimenti contrastanti. Età differenti. Nessuna storia è uguale all’altra, tutte sono simili.
È un ricordo lontano il dolore della fine di un amore, col senno di poi ti resta la lucidità che allora non avevi e che oggi non ha nessuna delle persone coinvolte.
Si diventa cinici? Cronache di morti annunciate? Le frasi fatte si sprecano e io mi ritrovo a non aver nulla da dire se non “Coraggio! Passerà !”

Anais

Domenica ( alba )

Mi piace quando realizzo che la mia solitudine non è una condanna, ma una consapevole scelta.

Che sono momenti che passano sia nel bene che nel male.

Mi piace pensare che arriverà un momento dove nessuna mancanza mi mancherà.

Mi piace l’alba e i suoi colori, i suoi suoni.

Mi piace quando non litigo con me stessa e lascio scivolare le sensazioni.

Anais

Lunedì ( un brutto sogno)

Come te lo spiego il modo in cui si cristallizzano i pensieri e non so più formulare frasi?
Come te la spiego la tagliola alla bocca dello stomaco che mi crea una nusea che fa il giro tra il naso e la gola e viceversa.
Come te la spiego la paura di me stessa?

Come te lo spiego che oggi non ci riesco, che altri giorni è successo, ma che semplicemente non te l’ho detto.

Come te li spiego i miei mostri che cerco di domare o di chiudere dentro gabbie e che a volte vincono loro e io mi vergogno di quella sconfitta.

Come te la spiego l’ironia che uso per affrontare le giornate che sono obbligata a vivere?

Come te lo spiego che non tutti quelli che soffrono della paura di vivere si manifestano come zombie?

Come te lo spiego che la vergogna è un vestito invisibile.

Anais