Sabato ( mare )

No, non sono una pedagogista, ne psicologa infantile, ne maestra d’asilo, ma soprattutto non sono mamma!

Sono una silenziosa e discreta osservatrice, nel senso che mi guardo bene da intervenire o dare suggerimenti, mi tengo a distanza di sicurezza. Ma ciò, permettetemi, non può impedirmi di farmi opinioni del tutto personali sulle dinamiche genitori e figli.

Scrivo qui, perché non riesco a contenere la mia incontinenza verbale e non voglio scatenare polemiche che in altri contesti sarebbero inevitabili perché non sarebbe compreso che non voglio insegnare niente a nessuno!

Bene dopo questa premessa decisamente prolissa con l’unico fine di pararmi il culo do fiato alle trombe.

Trovo che i bimbi di oggi siano troppo protetti, troppo sotto super visione che a mio parere li limita sia nell’esprimersi sia nello sperimentare. È bello che la nuova generazione di genitori sia più attenta di quelle precedenti ma il troppo storpia sempre tutto, nel bene e nel male.

La cosa più curiosa è vedere come con i piccini sia un continuo preservarli da cadute, urti, inciampi, confronti.

Non possono e non devono annoiarsi, non vengono minimamente responsabilizzati anche nelle cose più semplici, la giustificazione è sempre a portata di mano. Non desiderano più niente perché bisogna alleggerire il senso di colpa delle eventuali mancanze di tempo con regali ingiustificati. L’autostima viene stimolata con gratificazioni prive di motivazioni. 

Sono di quella generazione che faceva i figli perché era il percorso naturale delle relazioni di coppia, quindi gli entusiasmi erano meno palesi e meno frequenti, forse non c’era il tempo ma nonostante tutto non avevi dubbi sull’amore dei tuoi genitori. Mi piace che si abbia più voglia di dare e dimostrare amore ma non puoi dimenticarti che l’educazione è prima di tutto l’anticamera della preparazione alla vita, una vita che non fa regali, non giustifica, spesso non ha pietà e non risparmia delusioni e dolori. Forse sembro esagerata ma credo che ci siano basi che partono da piccoli.

E poi… poi vedi adolescenti con una libertà priva di limiti, che spesso fa bruciare le tappe, che li rende presuntuosi e arroganti. Hanno risorse e possibilità che noi ci sognavamo, ma quasi non sanno che farsene, non se ne rendono conto. Non hanno i tabù che avevamo noi ma usano l’assenza di pregiudizio e lo sdoganamento di certe regole sociali senza rispetto soprattutto verso se stessi. Vengono assecondati nel messaggio che apparire è più importante di essere.

Ovviamente non tutti sono così, ne genitori ne figli, ma io trovo che la percentuale sia davvero alta, non posso escludere che se avessi figliato non avrei fatto parte di quel tipo di genitore che ora mi trovo a criticare.

Ripeto, osservo in silenzio, esprimo il mio parere protetta dall’anonimato, un po’ vigliacca forse ma oggi dopo una giornata al mare con la mia amica e il suo pargolo non ho potuto fare a meno di fare queste personali considerazioni.
Anais 

Lunedì  ( senza logica )

Non riesco a sentirmi il più delle volte. I giorni trascorrono a volte lenti, a volte più veloci. Non so più come sto. Sto! Non sono triste, non sono felice, non sono arrabbiata, non sono niente.

Convivo con me stessa e il resto del mondo senza logica.
Anais

Giovedì  (resilienza)

Fermo l’auto in una piazzola di sosta, mi fermo perché a volte non so proseguire, perché so che sorriderò, perché so che i miscoli facciali risponderanno a impulsi che non so neanche più da dove provengono. È  come quando mi alzo il mattino e mi lavo, mi vesto, salgo in auto e vado a lavorare. Sempre impulsi automatici. Ma mi sto arruginendo e cigola tutto. 

Mi pulsano le tempie, mi fanno male i muscoli di braccia e gambe, lo stomaco in una morsa che non riesco ad allentare, il petto compresso da un macigno che non riesco a spostare.

E vado avanti, perché so che tutto questo è un brutto scherzo dei miei pensieri.  Che non è reale, perché di problemi reali forse non ce n’è. Perché arrendersi non è la soluzione, perché sono intelligente e razionale. Perché devo smetterla. 

Ma continuo a essere sempre più stanca e se non lo dico almeno qui, quei pensieri, lo so, mi mangeranno viva.
Anais

Sabato  (a cavallo di venerdì)

La cena, i locali, le chiacchere …

Vit che scorre… 

Tu dentro una bolla … 

Momenti che  stai lì ferma  e ti lasci scivolare il caos intorno…

La verità è che a 42 anni cerchi altro e non è un male, devi solo trovare la dimensione. 

Forse e la vitamina D del sole primaverile di oggi ma oggi non me ne frega un cazzo…

Sto in pace con il mio condominio interiore.

Sono tutte d’accordo ci piace così. ..

Domani forse quella del primo dirà a quella del terzo che era troppo scollata, e quella del secondo ricorderà a quella della mansarda che potrebbe dimagrire… 

O forse saranno tutte d’accordo che la bellezza sta negli occhi di chi guarda… 

L’importante è che non mi fermi nessuna pattuglia perché se no mi levano la patante.

Sabato non lavoro e spero ci sia il sole.
Anais

Martedì  (consapevolezze)

Una volta mi dissero della cattiveria delle persone esteticamente brutte…

Credo mio malgrado di doverlo ammetrere… ne soffro.

O forse è l’uso di sostanze stupefacenti che mi rende profondamente insensibile e intollerante a un’umanità che fa della bella presenza uno status a cui io non posso appartenere.
Anais