Mercoledì

Ok!
Continuo a scappare, continuo a voler non volere responsabilità!
Succede a tutti a un certo punto, ne sono quasi sicura.
Sono anche così fortunata che ogni tanto posso farlo.
Ieri l’ho fatto per la pausa pranzo,  oggi mi son presa quasi tutta la mattina. È il guaio di vivere dove vivo, è il guaio di un lavoro senza orari, troppo autogestibile. È il guaio di essere così stupida del non godere appieno delle fortune che ho.
Guardo le barche a vela lontane e penso che non ci sono mai andata.
Guardo quello che fa surf e penso che figo che dev’essere.
Guardo dei liceali buttati sulla sabbia e penso alla loro bella età.
Come dice la mia collega non ho mica 70 anni!
Ok! Ora esco dal mio corpo e provo a guardarmi …

41 anni, non brutta, ancora posso permettermi tshirt con la pantera rosa e all star rosa, un bicchiere di prosecco un libro, un magnifico sole, un bellissimo mare… per la vela e il surf c’è sempre tempo… per l’età dei liceali… in verità questa maturità non fa poi così schifo, allora non sapevo quello che so adesso (ma i chili in meno di allora sono quasi ineguagliabili).
Insomma, alla fine è vero… spesso ci lamentiamo(mi lamento) solo per il gusto di blaterare qualcosa!

Sono malata ecco tutto!

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Anais

Giovedì

E se il lamentarsi fosse semplicemente il modo più semplice di riempire il vuoto della vita?
Un po’ come quando dicono che a volte ci affezzioniamo così tanto alla nostra sofferenza che senza non potremmo starci, ci mancherebbe.
In pratica non avendo niente da raccontare, se riempiamo questo niente di lamentele, abbiamo l’illusione di una vita piena di qualcosa.
Così, tanto per pensare qualcosa.

Anais

Sabato

Festa del papà.
Ti ho mandato auguri  (laconici) su whatsapp. Di più non riesco a fare. Scusa!

Di nuovo fine settimana.
Di nuovo tento di riempire questi 2 dannati giorni.

Anais

Domenica

Domenica.
Un’altra domenica.
Domenica è diventata una lunga notte.
Non faccio niente. Sto a letto. Non dormo ma è come se dormissi. Fumo, mangio, guardo film, leggo, penso, piango, mi angoscio, guardo il gatto, sto zitta, forse lavoro, vado in bagno, bevo il caffè.
Domenica nel calendario settimanale non esiste.
Da settimane penso che non voglio più fumare e poi accendo la sigaretta e poi un’altra.
Domenica è lo specchio di Dorian Grey, dove c’è la mia immagine imbruttita che nessuno vede in settimana .
Oggi mi fanno male gli occhi, ci sono spilli conficcati, non sono più abituati alle lacrime si difendono così per ricordarti di non farlo più. Mi fa male il petto, come quando è andato via, un dolore sordo me acuto.
Voglio dormire un altro po’.

Anais